MAXXI, Gio Ponti. Amare l'architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI

L’universo di Gio Ponti in mostra al MAXXI. Intervista alla curatrice

Visitare una mostra e trovarsi immersi nel pensiero creativo di uno dei più importanti architetti e designer italiani, questo è quello che accade al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo con GIO PONTI. Amare l’architettura. Nella mostra curata da Maristella Casciato, Senior Curator of Architectural Collections al Getty Research Institute di Los Angeles, e Fulvio Irace, critico e storico dell’architettura, con Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura, Salvatore Licitra, Responsabile Gio Ponti Archives, Francesca Zanella, Presidente CSAC, vengono esposti modelli originali, fotografie, libri, riviste, oggetti di design, che richiamano i concetti-chiave affrontati e approfonditi da Gio Ponti nella sua produzione artistica.

MAXXI, Gio Ponti. Amare l'architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI
MAXXI, Gio Ponti. Amare l’architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI

Il percorso espositivo

Otto sono le sezioni che scandiscono il percorso espositivo: si comincia con Verso la casa esatta nella quale viene affrontato il tema della casa dove prende forma la visione che Gio Ponti aveva per la Domus; prosegue con un focus sui Classicismi progettuali che l’architetto ha avuto nel corso degli anni Trenta, periodo a cui appartiene la Scuola di Matematica di Roma, 1934. Indaga la relazione tra natura e architettura la sezione Abitare la Natura, dove ogni progetto va al di là della limitata distribuzione di spazi e raggiunge, e supera, l’equilibrio tra genio creativo e ambiente, realizzando spazi non solo completamente fruibili ma anche in armonia con il tutto. Attraversando le sezioni Architettura della superficie e l’architettura è un cristallo, dove emerge l’attenzione di Gio Ponti per il cristallo e la forma a diamante, si passa a Facciate leggere, per concludere con Apparizioni di grattacieli e Lo Spettacolo delle Città, in cui si erge il plastico del Grattacelo Pirelli e l’idea che l’architetto aveva di centro urbano. Sono le interviste e il materiale video a completare l’universo dell’architetto.

MAXXI, Gio Ponti. Amare l'architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI
MAXXI, Gio Ponti. Amare l’architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI

L’intervista

Ma è Maristella Casciato, curatrice della mostra, a offrirci una panoramica completa su chi era Gio Ponti e su come esprimesse il suo genio creativo.

“Gio Ponti è un italiano, un lombardo, un milanese. Un uomo ilare, senza ozi, che scrive, disegna, costruisce, viaggia: che ama vivere”. Ma chi era Gio Ponti?

Più leggo questa frase, spesso ripetuta, e più mi sembra banale, datata. La prima parte, con un aggettivo contemporaneo, si potrebbe definire sovranista, e qui mi fermo. Ponti era un progettista, eclettico, che aveva fatto propria un’intuizione geniale: l’architettura è globale e come tale l’architetto è chiamato a servirla. Domus, la rivista che aveva fondato nel 1928, è stata la migliore dimostrazione di quella intuizione.

MAXXI, Gio Ponti. Amare l'architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI
MAXXI, Gio Ponti. Amare l’architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI

In mostra vengono esposti schizzi, progetti e plastici di abitazioni realizzati dall’architetto milanese, ma quale era la visione della casa che aveva Gio Ponti?

La “domus per Ponti è un abito ben tagliato e ben cucito. Calza a pennello e fa sentire a proprio agio chi lo indossa. La “domus” è esatta, non lascia alcunché al caso, serve i suoi abitanti; è flessibile nelle sue molteplici configurazioni; orienta la vita di chi la abita.

MAXXI, Gio Ponti. Amare l'architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI
MAXXI, Gio Ponti. Amare l’architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI

Usabilità e bellezza, funzione e forma, come si esprimono nei progetti e negli oggetti di design?

Ponti è stato un progettista che ha cercato, innanzitutto, di esprimere l’essenziale, che non vuol certo dire che fosse minimalista. Ponti era leale verso i materiali che usava: la solidità dei lavelli per Ideal Standard e la leggerezza della Superleggera, la morbidezza del tessuto e la scabrosità dei ciottoli. Tocchi un oggetto di Ponti e capisci quanto lui lo abbia amato.

MAXXI, Gio Ponti. Amare l'architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI
MAXXI, Gio Ponti. Amare l’architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI

In alcuni progetti presenti in mostra viene spesso utilizzata la forma geometrica esagonale, quale era la sua idea della “forma diamantata”

Quella del diamante è una forma chiusa che racchiude due principi che sono essenziali nel pensiero architettonico di Ponti: il diamante è sfaccettato, il diamante è luminoso, rifrange la luce, che così facendo colma l’universo pontiano. La forma chiusa si frantuma e si ripiega come un origami; la luce generata all’interno, si diffonde attraverso un merletto di finestre, di feritoie, di aperture prodotte attraverso forme geometriche molto articolate.

MAXXI, Gio Ponti. Amare l'architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI
MAXXI, Gio Ponti. Amare l’architettura, Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI

Amate l’architettura

Percorrendo la mostra emerge la passione per la progettazione, quell’istinto di prendere la carta da schizzi e tracciare dei segni dettati dal proprio genio creativo, quello del momento, anche perché, cosa altro poteva essere quasi palpabile nell’esposizione, se non l’amore per l’architettura da un architetto che scrive:

Amate l’architettura, la antica, la moderna. Amate l’architettura per quel che di fantastico, avventuroso e solenne ha creato – ha inventato – con le sue forme astratte, allusive e figurative che incantano il nostro spirito e rapiscono il nostro pensiero, scenario e soccorso della nostra vita.

Gio Ponti, Amate l’architettura, 1957

Immagine in evidenza: MAXXI, Gio Ponti. Amare l’architettura. Foto Musacchio Ianniello e Pasqualini, courtesy Fondazione MAXXI 


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